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ISSN 2282-3425 (Print)
ISSN 2282-6157 (Online)

Volume: 5 - Fascicolo: 1 - Anno 2017

La comunicazione persuasiva nella prevenzione
Persuasive communication in prevention

DOI: 10.12864/HPM.2017.161

di Roberta Fulgenzi, Giulia Mazzotta

Riassunto

L’etimologia del verbo comunicare (dal latino communi agere) ben testimonia come quello della comunicazione è un processo di condivisione di informazioni. Quando però nello scambio di informazione tra emittente e ricevente è insito, nel primo soggetto, il desiderio di modificare gli atteggiamenti del ricevente, in tal caso si parla di persuasione.
Nell’esperienza italiana vengono generalmente utilizzate due diverse strategie di definizione, una più restrittiva, focalizzata sul soggetto della comunicazione, e una più estensiva, focalizzata sull’oggetto. Secondo la prima strategia, è comunicazione pubblica ogni forma di comunicazione che proviene dalla pubblica amministrazione. In questo caso, l’unico problema è definire i confini del settore pubblico.
Mentre può essere abbastanza semplice stabilire quali soggetti sono “enti pubblici”, in quanto determinati dalla legge, può essere invece difficile allargare la definizione di pubblica amministrazione a tutte le realtà appartenenti al cosiddetto “parastato”. Queste ultime – aziende erogatrici di servizi pubblici, imprese partecipate da capitale pubblico, ecc. – spesso condividono molte più caratteristiche con il settore privato che con quello pubblico, eppure spesso partecipano appieno al sistema degli attori istituzionali della comunicazione pubblica. Secondo l’altra strategia, il comune denominatore delle diverse forme di comunicazione pubblica è l’oggetto, che consisterebbe nell’interesse generale della materia trattata.
La comunicazione pubblica, dunque, si realizza solo laddove c’è un’autentica interazione, a due vie, tra cittadini e Stato


Abstract

Persuasive communication in prevention

The etymology of the verb to communicate (from the Latin communi agere) well testifies how that of communication is a process of sharing information. When, however, in the exchange of information between the issuer and the receiver, the desire o modify the attitudes of the recipient is inherent in the first subject, in this case it is called persuasion.
In the Italian experience two different strategies of definition are generally used, a more restrictive one, focused on the subject of communication, and a more extensive one, focused on the object. According to the first strategy, it is public communication every form of communication that comes from the public administration. In this case, the only problem is to define the boundaries of the public sector.
While it may be fairly simple to establish which subjects are “public bodies”, as determined by law, it may be difficult to broaden the definition of public administration to all the realities belonging to the so-called “parastato”. The latter - companies providing public services, companies with public capital, etc. - often they share many more characteristics with the private sector than with the public sector, yet they often participate fully in the system of institutional actors in public communication. According to the other strategy, the common denominator of the various forms of public communication is the object, which would consist in the general interest of the subject matter.
Public communication, therefore, only takes place where there is a real, two-way interaction between citizens and the State.


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